Quanto ti costa davvero il gestionale: 5 sprechi che non vedi nella tua PMI

BConsulting7 maggio 20266 min di lettura
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Quanto ti costa davvero il gestionale: 5 sprechi che non vedi nella tua PMI

Se gestisci una PMI, probabilmente hai notato che ogni settimana qualcuno in azienda passa un po' di tempo a fare cose che il gestionale "dovrebbe" fare ma non fa. Spostare dati da un foglio all'altro. Inserire lo stesso numero in due posti. Ricostruire a memoria chi deve pagare e quando.

Sono operazioni così abituali che non le contiamo più. Il problema è che, sommate, ti costano molto più di quanto pensi. Sono sprechi che il titolare ha sotto gli occhi ogni giorno, ma che ha già accettato come "il modo in cui si lavora qui".

Sono cinque, e si ripetono quasi sempre nelle piccole imprese italiane di distribuzione. Per ognuno raccontiamo dove si nasconde, quanto costa davvero, e perché il gestionale standard non lo risolverà.

1. Doppi e tripli inserimenti

Lo stesso dato finisce in due o tre posti diversi. Una volta nel gestionale per la fattura, una volta nell'Excel del magazziniere per il carico, una volta sul registro cartaceo della prima nota di cassa. Nessuno di questi posti, da solo, è completo per le decisioni quotidiane. Quindi si duplica, e si triplica.

Il costo medio in una PMI di distribuzione è di circa tre minuti per ogni voce, ripetuti su venti o trenta voci a settimana. Sono una o due ore a settimana di tempo di una persona, per inserire lo stesso dato che già esisteva in un altro posto.

Il gestionale standard non risolve questo perché è completo nelle cose che fa, cioè fatture e anagrafica. Ma il modo in cui lavora la tua azienda richiede dati che lui non gestisce, e quei dati finiscono altrove.

2. Excel paralleli che si rompono

Ogni PMI ha uno o due file Excel critici che vivono in parallelo al gestionale. Il file della cassa, il file dello scaduto, il file delle giacenze. Si rompono regolarmente: formule che saltano, righe duplicate, dati persi al salvataggio.

Quando un file Excel critico si rompe, qualcuno deve ricostruirlo. Stima conservativa: una rottura ogni una o due settimane, con una mezz'ora di lavoro per rimettere a posto. Sono mezz'ora a settimana, presa dalla persona che oggi stava facendo qualcosa di più utile.

Il motivo è semplice. Excel non è un database, è un foglio di calcolo. Quando lo usi per gestire dati operativi vivi, prima o poi cede. Non per colpa tua, per progetto.

3. Decisioni prese a memoria invece che a dati

Lo scaduto clienti, il cassetto fornitori, le giacenze, lo stato di cassa. Sono tutti dati che esistono nel gestionale, ma sparsi su schermate diverse, mai messi insieme. Il titolare li ricostruisce ogni mattina a memoria, prima del primo caffè.

Quando va bene, sono quindici o venti minuti la mattina. Sono un'ora e mezza a settimana del tempo del titolare, presa dalle cose che dovrebbe fare al posto di tenere mentalmente la contabilità di chi deve pagare. Quando va male, una decisione viene presa con un'informazione vecchia di due giorni: un fornitore pagato in anticipo che invece poteva aspettare, un ordine confermato a un cliente che doveva ancora pagare l'ultima fattura.

Il gestionale standard non risolve questo perché espone i dati ma non li mette insieme. Il riepilogo operativo non è il suo mestiere.

4. Errori manuali ricorrenti

Fatture sbagliate, pagamenti in ritardo non notati, ordini partiti senza la verifica giusta. Errori piccoli, costo singolo basso, ma frequenza alta. In una PMI media succedono uno o due al mese, ognuno con un costo di correzione tra un'ora e due. Più il costo della relazione: il cliente che ti manda una mail arrabbiata, il fornitore che la prossima volta ci pensa due volte a darti credito.

Succedono perché le verifiche manuali si saltano quando il lavoro è frammentato fra più sistemi. Se per controllare una fattura devi aprire tre schermate diverse e un Excel, prima o poi qualcuno spedisce senza controllare. Non è disattenzione, è progettazione del lavoro.

Il gestionale standard non risolve questo, perché l'errore non sta dentro al gestionale. Sta nel salto tra il gestionale e tutto il resto.

5. Tempo del titolare perso a "tenere insieme i pezzi"

Questo è il costo nascosto più sottovalutato di tutti. Il titolare passa ore a settimana a fare il ponte tra sistemi che non parlano: chiama il commercialista per un dato che dovrebbe essere visibile, controlla l'Excel del magazziniere prima di confermare un ordine, ricontrolla a mano una fattura prima di firmarla.

Stima conservativa: due o tre ore a settimana del tempo del titolare. Non è tempo "operativo", è tempo strategico bruciato in operatività. È il tempo che dovrebbe servire a guardare avanti, e che invece serve a tenere insieme un presente che non sta in piedi da solo.

Il gestionale standard non risolve questo, perché il software riempie i ruoli operativi ma lascia il titolare a fare il collante. Più il lavoro è frammentato fra sistemi che non parlano, più il collante deve essere il titolare.

Quanto fa, sommato

Mettendo insieme i cinque sprechi, in una PMI media da cinque a trenta dipendenti il conto torna così:

  • Due-quattro ore a settimana di tempo operativo bruciato in inserimenti doppi, Excel rotti, errori da correggere.
  • Tre-cinque ore a settimana del tempo del titolare a tenere insieme i pezzi.
  • Una-due decisioni al mese prese con dati incompleti, con conseguenze che si pagano in modo meno visibile.

In ore lavoro a fine anno, sono diverse settimane intere di tempo perso. In soldi, secondo le stime di mercato per una PMI di queste dimensioni, tra dieci e venti mila euro all'anno di costo nascosto. Più qualche cliente che si è perso senza saperlo e qualche occasione di acquisto saltata.

Sono numeri da prendere come stima, non come misura precisa del tuo caso. Il conto vero, in azienda tua, lo sai fare tu meglio di chiunque altro.

Perché il gestionale standard non risolverà mai questi sprechi

Il gestionale standard è completo nelle cose che fa. Nasce per fatture, anagrafica, magazzino di base, e su quelle cose funziona. Quello che gli sta intorno, cioè come i dati si incrociano nel modo specifico in cui lavora la tua azienda, non è il suo mestiere.

Aggiungere moduli al gestionale non chiude questi sprechi. Li sposta solo da Excel a un altro modulo, che continua a non parlare con il resto del lavoro quotidiano. Cambiare gestionale per uno più completo nemmeno funziona: spendi mesi a configurarlo, e i punti dove le cose si rompono restano dov'erano.

La via che funziona è opposta. Identificare i punti precisi dove le cose si rompono, e costruire pezzi mirati che chiudano quei punti. Senza buttare il gestionale che hai, senza moduli inutili, senza progetti da quattro mesi.

È il metodo che abbiamo applicato a un cliente reale. Lo raccontiamo nel prossimo post: /blog/gestionale-custom-pmi.

Se ti riconosci

Se in uno o più di questi cinque sprechi hai riconosciuto la tua azienda, ne possiamo parlare. Trenta minuti di conversazione, gratis, senza vendita. Capiamo insieme dove si nasconde davvero il costo nel tuo caso, e se vale la pena chiuderlo.

Per fissare la chiamata: info@bconsperleimprese.it.

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